Francesco Durante
Francesco Durante è nato ad Anacapri (isola di Capri) e attualmente fa il giornalista a Napoli. Insegna letterature comparate all’Università di Salerno. Ha tradotto libri di Bret Easton Ellis, Raymond Carver, William Somerset Maugham e soprattutto John Fante, del quale ha pure curato il “Meridiano” dei “Romanzi e racconti”. Tra i suoi libri, i due volumi di “Italoamericana. Storia e letteratura degli italiani negli Stati Uniti” (Mondadori, 2001 e 2005) e “Figli di due mondi” (Avagliano, 2002). Si occupano di letteratura italoamericana.
Francesco Durante, “ITALOAMERICANA. STORIA E LETTERATURA DEGLI ITALIANI NEGLI STATI UNITI. 1880-1943“, II volume, 2005
Questo secondo volume di “Italoamericana. Storia e letteratura degli italiani negli Stati Uniti”, che fa seguito al primo apparso nel 2001,conclude l’esplorazione della storia e della letteratura degli italiani negli Stati Uniti, prendendo in esame il periodo cruciale della Grande Emigrazione e l’universo delle «Little Italy», veri e propri ghetti in cui gli idiomi, anche dialettali, delle origini non potevano non contaminarsi con la lingua del nuovo mondo. Nel libro, articolato in cinque parti, vengono presentati un’ottantina di autori con i loro testi, nella stragrande maggioranza inediti, preziose testimonianze di uomini alla disperata ricerca di nuovi orizzonti e di nuovi spazi in cui trapiantare le proprie radici. Facciamo così la conoscenza con il mondo oscuro e inquietante della «Mano Nera» e con un Al Capone nell’inusuale ruolo dell’intervistato; con gli interminabili romanzi ciclici di Bernardino Ciambelli, il cantore dei “Misteri” di Mulberry Street, e con le esilaranti «macchiette» di Edoardo Migliaccio e Giovanni De Rosalia; con i drammi a forti tinte di Riccardo Cordiferro, singolare profilo di intellettuale a tutto tondo, e con l’insospettabile, dolente vena poetica di Rodolfo Valentino; con la grande stagione del sindacalismo rivoluzionario - che in Arturo Giovannitti e Carlo Tresca trovò due protagonisti capaci di ergersi a una dimensione autenticamente americana - e con quella dell’ampio consenso dato dalla comunità italiana al fascismo, inteso e frainteso come forma di riscatto nazionale e riaffermazione della propria italianità. E incontriamo la variopinta folla di giornalisti, aspiranti narratori, poeti autodidatti, attivisti anarchici che costituisce lo sfondo su cui si stagliano la tragiche figure di Sacco e Vanzetti. Ampio spazio è infine dedicato ai primi scrittori che, per affrancarsi dal ghetto «coloniale», decisero di esprimersi direttamente in inglese: dal precursore Luigi Donato Ventura ai finora ignoti Louis Forgione, Giuseppe Cautela, Angelo Patri e gli altri, esponenti della generazione precedente a quella di John Fante. Ampio rilievo, in questo mosaico, hanno gli autori di origine abruzzese o molisana: oltre ai già citati Tresca e Giovannitti, Pascal D’Angelo, Francesco Ventresca, Virgilia D’Andrea, Umberto Postiglione. Quello ricostruito da Francesco Durante è quindi il maestoso mosaico delle «piccole Italie», frammenti
dell’unica, grande anima italoamericana, da sempre intimamente divisa fra élite acculturate e politicamente consapevoli e in grado di battersi per l’affermazione dei propri diritti, e moltitudini anonime, afflitte dalla miseria e destinate ai lavori più umili; fra la stima e l’approvazione guadagnate da pochi e il disprezzo patito dai più, vittime di pregiudizi ed epiteti infamanti.
Lunghe, pazienti e appassionate ricerche negli archivi d’Italia e d’America, concretizzatesi nella minuziosa ricostruzione di fatti e biografie, fanno sì che anche questo secondo volume di Italoamericana si proponga come strumento irrinunciabile per conoscere e apprezzare un mondo troppo a lungo ignorato - se non snobbato o disconosciuto - dalla cultura italiana.


