John Fante: Festival letterario IL DIO DI MIO PADRE


Andrea ‘Zuzzurro’ Brambilla

“IL MIO CANE STUPIDO” di John Fante con Andrea Brambilla. Regia di Giorgio Gallione

Sabato 25 agosto, 22.30

Pineta, Torricella Peligna

Andrea Brambilla, più noto al grande pubblico come il commissario Zuzzurro della coppia comica “Zuzzurro e Gaspare”, è interprete e regista di numerosi spettacoli teatrali. Tra i suoi successi il monologo “Il mio cane Stupido” tratto dall’omonimo racconto di John Fante.

Giorgio Gallione, regista e Direttore Artistico del Teatro dell’Archivolto di Genova dal 1986, si dedica anche alla scrittura teatrale. Collabora con scrittori e drammaturghi come Stefano Benni, Daniel Pennac, Francesco Tullio Altan e Michele Serra.

LA CRITICA

Una regia limpida, essenziale, ritmata sui colori e uno sfondo musicale di motivi del repertorio classico statunitense.Brambilla, è bravissimo ad alternare lampi comici e confessioni intime, pause liriche e considerazioni di nitido cinismo. E alla fine, abbandonato su una sedia nel completo scuro da italoamericano elegante, viene il sospetto che John Fante sia un poco anche lui. LA REPUBBLICA

E’ bravo Andrea Brambilla, la sua recitazione sobria è un impasto di umorismo e malinconia. Con bella misura, guidato dalla regia di Giorgio Gallione, Andrea Brambilla disegna, in un ricercato sottotono ricco di sfumature, il re di una famiglia e di un’esistenza sgangherata. CORRIERE DELLA SERA

Apprezzatissimo dal foltissimo pubblico, disposto anche a seguirlo in piedi. LA STAMPA

IL ROMANZO. “Il mio cane Stupido”, forse è il romanzo più stravagante di Fante, nato in un periodo di confusione e di rivoluzioni generazionali - il movimento hippie, la subcultura psichedelica, la guerra del Vietnam -, rappresentò il passaggio dello scrittore dalla prospettiva dell’eterno adolescente a quella di padre di famiglia. Quattro figli (più o meno ribelli e rompiscatole) dediti all’erba e alla musica di Frank Zappa, una moglie stanca ed annoiata, una gloriosa casa a forma di ipsilon sulla costa dell’Oceano: la vita di Henry Molise, scrittore cinquantenne in crisi di ispirazione sembrerebbe destinata ad una quotidianità prevedibile fatta di litigi e riappacificazioni domestiche, libri mal riusciti e sbornie solenni. Ma durante una sera di pioggia qualcosa di imprevisto accade, un altro elemento si aggiunge di forza alla sua sgangherata famiglia: è un gigantesco cane akita, ottuso e testardo (e irrimediabilmente, profondamente gay). E non c’è nulla da fare: Stupido, questo il suo nome, non se ne vorrà andare, innescherà anzi una incredibile serie di meccanismi a catena fino a portare il povero Henry Molise sull’orlo di un tragicomico disastro.

Questo l’antefatto narrativo dell’esilarante “Il mio cane Stupido”, cinico, impietoso, ironico, drammatico, grottesco autoritratto di John Fante ormai alle soglie della piena maturità, tardo ed imprevedibile capolavoro di uno dei più grandi scrittori americani del ‘900.