“JOHN FANTE E IO” di GAETANO CAPPELLI
Friday 22 August 2008Gaetano Cappelli (Premio John Fante Autore tra due mondi 2008)
John Fante, lo scoprii all’epoca del mio ritorno in provincia, a Potenza, da dove me n’ero andato all’università, a Roma, più che altro per star dietro al mio amore. Ma il mio amore l’aspettava il suo bel collegio di suore spagnole – una sorta di strambe, bassocchie, amorevoli fatine. Io avevo solo la mia valigia, il mio violino – che, tra l’altro, non sapevo suonare – i pochi soldi di mio padre e un gran magone dentro.
La prima notte la passai all’Esercito della Salvezza – anche se in una camera singola. Ci misi un quarto d’ora a leggere, stravolto dallo sconforto, il lungo regolamento appeso dietro la porta e alla fine, guardando la coperta rattoppata, le pareti gibbose, il pavimento impreziosito di scaracchi, mi parve che nonostante la meticolosità con cui era stato redatto mancasse la norma principale: vietato suicidarsi.



