John Fante: Festival letterario IL DIO DI MIO PADRE


Marco Vichi e Emiliano Gucci

Marco Vichi è nato a Firenze nel 1957. Nel marzo 1999 è uscito presso Guanda Editore il suo romanzo L’inquilino, nel 2000 anche in Grecia. Di questo stesso libro ha scritto una sceneggiatura insieme a Antonio Leotti. Sempre nel 1999 ha realizzato per radio RAI RADIO TRE cinque puntate della trasmissione “Le Cento Lire” dedicate all’arte in carcere. Nel giugno 2000 è pubblicato il suo secondo romanzo, Donne donne, sempre per Ugo Guanda Editore, che nel 2004 è uscito in Grecia. Nel gennaio 2002, il suo terzo romanzo per Guanda Editore: Il commissario Bordelli, uscito in Portogallo nel 2003 e in Spagna e Germania nel 2004. Nel febbraio 2003 è pubblicato Una brutta faccenda, il secondo episodio del Commissario Bordelli, che è stato acquistato, come il primo della serie, in Spagna, Germania e Portogallo. Nello stesso anno ha curato un libretto di “omaggi a John Fante” per Fazi Editore, allegato a un documentario sullo stesso scrittore (regia Giovanna Di Lello).

Nel maggio 2004 esce Il nuovo venuto, Guanda editore, il terzo episodio del Commissario Bordelli. Nel frattempo sono usciti racconti in varie riviste e antologie. Collabora alla stesura di sceneggiature, cura antologie di letteratura, scrive su quotidiani e riviste nazionali. Dal 2003 lavora all’adattamento dal francese di Love Bugs, il format televisivo di Italia Uno.

In aprile del 2005 Guanda editore pubblica Perché dollari?, una raccolta di quattro racconti tra cui uno con protagonista il commissario Bordelli. Sempre nel 2005, in luglio, ha organizzato e diretto il festival R(e)sistere di Sant’Anna di Stazzema.

Dal 2004 lavora, assieme all’associazione Nausika, al progetto che nel 2005 è approdato alla fondazione della Scuola di Narrazioni Arturo Bandini (www.narrazioni.it)

Donne donne, Vichi Marco, 2000, Editore: Guanda, Collana: Narratori della Fenice

Un giovane scrittore frustrato, ma molto ambizioso, si aggira nelle periferie di una città italiana portando con sé i suoi crucci e le sue aspirazioni. Ma presto scopriamo che la sua vera ossessione sono le donne: una passante sconosciuta, la cameriera di un bar, la giovane e bella signora borghese in cerca di evasione, la vicina di casa, la studentessa libera e svagata. E così quella che potrebbe sembrare la “vita di un perdigiorno” diventa in realtà il “catalogo delle donne”.

‘Sto da cani’ di Emiliano Gucci, 2006, Lain

Lorenzo ha appena iniziato a lavorare come commesso in una libreria di Firenze. Elisa, la sua ragazza, sta per laurearsi in lettere e intanto progetta una settimana da sola con lui. Lorenzo è molto legato a un giovane zio che sta morendo, e ripone molte speranze nella storia con Elisa, anche perché ha pochi amici veri. Uno di questi è Giampiero, che se la passa ancora peggio di lui: ha perso il lavoro, la moglie e tutti i soldi in scommesse, e nessuno sembra volerlo accanto. Architetta complicati piani per semplici vendette, ma una banda di creditori gli dà la caccia e se non fosse per suo figlio Mattia si sarebbe già ammazzato. Un giorno però la fortuna sembra sorridergli: arrivano i soldi, il buonumore e un viaggio premio per due persone. È una svolta che rilancia la sua vita e fa saltare gli equilibri, e non solo quelli di Giampiero: la storia di Elisa e Lorenzo ne viene travolta e sconvolta. Entrano in scena altri personaggi: Roberta, cugina di Giampiero, e il suo compagno Benedetto, istruttore di palestra e picchiatore professionista, ma anche Ciste, Cristina, Faccia Bruciata, il Dente, la banda del Torchio con i suoi maiali, e soprattutto il piccolo grande Mattia. Si scatena una spirale nera che sembra risucchiare al suo interno tutti i personaggi. Sentimenti, gelosie, rancori, soldi e vendette si intrecciano nei giorni che precedono le agognate vacanze fino a un epilogo imprevedibile ed esilarante.

“Sto da Cani” racconta una piccola incomprensione che mette in crisi una grande storia d’amore, e un’amicizia antica che non riconosce i propri motivi ma fa fatica a sciogliersi. Racconta il mondo attraverso gli occhi di un malato terminale, pieno di vita, e attraverso quelli di alcuni morti viventi che affogano in una squallida ma comune routine. Racconta di solitudini e tenerezze, ritorsioni e pestaggi, di una svolta che può far quadrare tutto ma che invece fa crollare anche il poco che c’è già. E racconta della potenza che può avere un bambino luminoso in mezzo a una tempesta di adulti che hanno perso la bussola.

Emiliano Gucci conduce il lettore in un indimenticabile intreccio di destini, amori e rivincite che fa di Sto da cani un ideale America Oggi dell’Italia contemporanea.

Emiliano Gucci è nato a Firenze nel 1975. Dopo una serie di lavori occasionali ha suonato in una punk-rock band e ha disegnato cartoni animati per il cinema e la televisione. Attualmente lavora in una libreria.

Per LAIN ha pubblicato Donne e Topi, finalista del Premio Fiesole 2005.