PREMIO JOHN FANTE AUTORE TRA DUE MONDI 2010

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Dopo varie peripezie, abbiamo finalmente il vincitore del Premio John Fante categoria ‘Autore tra due mondi’ 2010. Si tratta dello scrittore svedese, di padre tunisino, JONAS HASSEN KHEMIRI, il quale  si è aggiudicato il premio grazie al suo romanzo ‘Una tigre molto speciale (Montecore)’, pubblicato dalla Guanda nel 2009.

La premiazione avverrà durante la V edizione del festival ‘Il Dio di mio padre’, venerdì 20 agosto, alle ore 18:30. Sarà possibile incontrare l’autore anche la sera dello stesso giorno, alle ore 21:45, insieme alla giuria tecnica (Francesco Durante, Brunella Schisa e Masolino D’Amico).

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Jonas Hassen Khemiri

Nato nel 1978, ha padre tunisino e madre svedese. Cresciuto a Stoccolma, ha studiato economia a Parigi e New York. Nel 2003 ha pubblicato il suo primo romanzo, Ett öga rött, che ha avuto un grande successo e ha ricevuto il prestigioso premio Borås Tidning per il miglior romanzo d’esordio. Una tigre molto speciale è stato tradotto in dodici lingue.

UNA TIGRE MOLTO SPECIALE (Montecore), Guanda, 2009

Che fine ha fatto Abbas Khemiri, tunisino trapiantato in Svezia? Il figlio, lo scrittore Jonas Hassen Khemiri, non ha più sue notizie da quando ha lasciato la famiglia, deluso e pieno di rancore. Fin quando Jonas non riceve una e-mail del tutto inaspettata da Kadir, un vecchio amico del padre, che gli suggerisce di raccontare in un romanzo la vita avventurosa di Abbas: l’infanzia in Tunisia, il suo arrivo in Svezia, il matrimonio e la nascita dei suoi figli, la passione smisurata per la fotografia, e soprattutto il rapporto privilegiato con Jonas, che un giorno finisce per rompersi irrimediabilmente. Ma nelle parole di Kadir emerge via via qualcosa di strano: perché difende così strenuamente le scelte dell’amico? E come mai disapprova con tanta veemenza il modo in cui Jonas racconta la storia del padre? Chi è davvero Kadir? Le voci dei personaggi si rincorrono in un linguaggio pirotecnico, fantasioso, una babele linguistica «fatta di parolacce arabe, forme interrogative spagnole, dichiarazioni d’amore francesi, citazioni fotografiche inglesi e giochi di parole svedesi». Sullo sfondo, un ritratto della Svezia degli ultimi decenni, un modello di integrazione razziale, dove tuttavia la belva dell’odio e della segregazione rialza la testa pericolosamente. Ma soprattutto Una tigre molto speciale è la storia tenera, vitale, controversa, della complicità come dei profondi conflitti fra un padre e un figlio.

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